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Si accelera l’escalation tra l’Iran e l’Arabia Saudita dopo l’esecuzione della condanna a morte dell’imam Nimr al-Nimr: dopo il richiamo dei rappresentanti diplomatici, Riyad ha deciso la sospensione dei voli verso la Repubblica Islamica. Vi è tuttavia un blocco sunnita a porsi contro l’Iran, che vede il Bahrein aver interrotto i rapporti diplomatici, gli Emirati Arabi Uniti lavorare ad un ridimensionamento dei rapporti, il Kuwait ordinare al proprio ambasciatore di rientrare ed il Sudan addirittura espellere l’ambasciatore e richiamare il proprio.
A proporsi come mediatrice in un momento sì delicato è oggi la Russia, ed un funzionario del ministero degli Esteri ha comunicato che “Esprimiamo un rammarico sincero per l’escalation delle tensioni tra l’Arabia Saudita e l’Iran, perché crediamo che questi due grandi paesi musulmani siano molto influenti nella regione, sulla scena mondiale e sul mercato del petrolio”. Per questo motivo Mosca, che ha buone relazioni sia con l’Iran che con l’Arabia Saudita, “è disposta a giocare, se necessario, un ruolo di mediazione nella risoluzione delle discordie emergenti tra questi paesi”.

