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Gli Stati Uniti non stanno attualmente pianificando un’operazione terrestre in Iran, ma la possibilità non è esclusa. Lo ha dichiarato la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt, precisando che il presidente sta valutando tutte le opzioni militari disponibili nel contesto dell’escalation del conflitto con Teheran.
«Questo non fa parte del piano attuale, ma non ho intenzione di escludere dalla considerazione una delle opzioni d’azione del presidente», ha affermato Leavitt durante un briefing con la stampa. La portavoce ha sottolineato che le decisioni strategiche sono ancora oggetto di discussione tra il presidente e il suo team di sicurezza nazionale.
Le dichiarazioni arrivano mentre le tensioni tra Stati Uniti e Iran continuano ad aumentare. Washington è già coinvolta in operazioni militari nell’ambito della campagna denominata “Operation Epic Fury”, avviata dopo il deterioramento delle relazioni e le accuse statunitensi secondo cui Teheran rappresenterebbe una minaccia diretta per la sicurezza americana e per gli alleati nella regione.
Secondo la Casa Bianca, l’obiettivo delle operazioni è contrastare il governo iraniano e impedire lo sviluppo di capacità militari considerate pericolose, in particolare nel campo nucleare. Tuttavia l’amministrazione non ha indicato esplicitamente un cambio di regime tra gli obiettivi ufficiali della campagna.
Il conflitto si inserisce in una crisi più ampia che ha visto negli ultimi mesi un massiccio dispiegamento di forze statunitensi in Medio Oriente e l’avvio di operazioni militari congiunte con Israele contro obiettivi iraniani. L’escalation ha alimentato timori internazionali per un possibile allargamento della guerra nella regione e per le conseguenze sui mercati energetici globali.
Nonostante l’assenza di un piano immediato per l’invio di truppe sul terreno, le parole della portavoce indicano che Washington intende mantenere aperto ogni scenario operativo mentre il conflitto continua a evolversi.



