di Ehsan Soltani –
Potrebbe rappresentare un intoppo alla politica di riapertura all’occidente di Hassan Rouhani il disegno di legge presentato al Parlamento iraniano, il Majlis, che obbligherebbe il governo a chiedere un maxi-risarcimento agli Stati Uniti per le azioni ostili nei confronti dell’Iran, manifestatesi in più occasioni.
181 deputati sui 216 presenti in aula hanno infatti votato l’apertura della discussione del disegno, che costringerebbe il governo della Repubblica islamica di richiedere i danni a Washington a titolo di compenso anche per il coinvolgimento nel golpe che ha portato alla destituzione nel 1953 del governo democraticamente eletto a guida di Mohammad Mosaddeq; la conseguenza fu il consolidamento del potere dello scià Mohammad Reza Pahlavi, che in cambio garantì per più di 26 più anni gli interessi petroliferi dell’occidente in Iran.
Il disegno di legge obbligherebbe il governo a chiedere un risarcimento agli Stati Uniti per il sostegno iracheno a Saddam Hussein durante la sua invasione dell’Iran, nel 1980, per l’attentato all’ambasciata di Teheran a Beirut nel 1983 e per il sostegno ad Israele nella sua politica anti-iraniana.
L’azione dei parlamentari iraniani arriva dopo che lo scorso aprile la Corte suprema Usa ha bloccato altri due miliardi di dollari di proprietà dell’Iran da destinarsi ai famigliari delle vittime di attacchi terroristici compiuti in passato ed attribuiti alla Repubblica Islamica.
Il disegno di legge indica anche la volontà di intraprendere azioni legali contro gli Usa nel momento in cui non verranno corrisposti i risarcimenti.

