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Il Consiglio per la Salvaguardia della Costituzione dell’Iran ha bocciato ieri le candidature di molti di coloro che si sono presentati per le elezioni presidenziali del 14 giungo prossimo, de facto accettando solo quelle ben viste dal clero conservatore.
Fra i rimandati a casa vi sono l’ex presidente Hashemi Rafsanjani ed Isfandiyar Meshaai, consigliere e uomo del presidente in carica, Mahmoud Ahmadinejad.
Se Rafsanjani, ascrivibile all’ala moderata e riformatrice, ha deciso di non contestare la sua esclusione dalla corsa per le presidenziali, l’attuale presidente, Mahmoud Ahmadinejad è andato su tutte le furie per la bocciatura del suo consuocero ed ha già fatto sapere l’intenzione di farsi sentire presso la Guida suprema, Alì Khamanei, con la quale i rapporti si sono incrinati da tempo.
“Considero Rahim Meshaai un buon credente, qualificato e utile al paese – ha spiegato Ahmadinejad – . Per questa ragione l’ho presentato come candidato, ma è stato vittima di un’ingiustizia” per cui “Seguirò fino in fondo questo dossier, facendo appello alla Guida Suprema”.

