di Guido Keller –
Gli Stati Uniti stanno rafforzando la propria presenza militare in Medio Oriente con il dispiegamento di due gruppi aeronavali guidati da portaerei, in un contesto di crescenti tensioni con l’Iran.
Secondo fonti internazionali e resoconti della stampa, la superportaerei USS Gerald R. Ford, la più grande e moderna della flotta statunitense, è stata reindirizzata dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente, dove dovrebbe affiancare la USS Abraham Lincoln, già operativa nella regione. 
La Ford, che nelle ultime settimane era impegnata in operazioni nelle acque vicine al Venezuela, ha iniziato il trasferimento verso est intorno alla metà di febbraio. 
Il suo arrivo nell’area rafforzerebbe notevolmente la capacità di proiezione di forza statunitense, portando a due i gruppi di portaerei schierati contemporaneamente nelle vicinanze dell’Iran. 
Il dispiegamento rientra nella strategia di pressione su Teheran legata ai negoziati sul programma nucleare iraniano. Washington ha lasciato intendere che l’aumento della presenza militare è finalizzato a rafforzare la deterrenza e a sostenere le trattative diplomatiche. 
La presenza simultanea di due gruppi d’attacco portaerei rappresenta un segnale politico e militare significativo: in passato, gli Stati Uniti hanno mantenuto più portaerei nella regione solo nei momenti di maggiore instabilità. 
La USS Gerald R. Ford è la prima unità della nuova classe di superportaerei statunitensi, con dislocamento superiore alle 100.000 tonnellate e sistemi di lancio elettromagnetici per gli aerei imbarcati. 
Il gruppo aeronavale che la accompagna comprende cacciatorpediniere, sottomarini e altri mezzi di supporto, costituendo una forza d’attacco completa.
La USS Abraham Lincoln, già presente nelle acque mediorientali insieme ad altre unità navali, rappresenta il primo elemento di questa concentrazione militare. 
Analisti militari sottolineano che la presenza di due portaerei consente agli Stati Uniti di mantenere capacità operative su più direttrici, aumentando sia la pressione diplomatica sia la prontezza a eventuali operazioni. 
Al momento non risultano annunci ufficiali di operazioni militari imminenti, ma il rafforzamento navale segnala un livello di tensione elevato e un contesto strategico in rapido mutamento.




