di Ehsan Soltani –
Il premier iracheno Haidar al-Abadi si è recato in Iran per incontrare il presidente Hassan Rohani, il vicepresidente Eshaq Jahangiri, il presidente del parlamento Ali Larijani e altri alti funzionari: lo scopo della visita è soprattutto quello di discutere della crisi dovuta all’avanzata dei jihadisti dell’Isis, per la quale già è data per certa la presenza di alcuni militari a Baghdad, fra i quali il generale Qasem Soleimani, capo della Brigata al-Quds del corpo dei pasdaran.
Ad opporsi alla partecipazione dell’Iran nella coalizione anti-Isis sono gli Stati Uniti e le monarchie del Golfo, anche se Obama non ha mai escluso del tutto tele possibilità. D’altro canto già in agosto centinaia di soldati iraniani hanno preso parte ad un’operazione congiunta in Iraq in appoggio alle forze curde per riprendere la città di Jalawla nella provincia di Diyala, conquistata dai miliziani dello Stato islamico.
Altro scopo della prima visita di al-Abadi nel paese in precedenza rivale (la Guerra Iran-Iraq causò un milione di morti, fra i quali 100mila iraniani uccisi con il gas) è quello di rafforzare la cooperazione tra i due paesi, tant’è che con lui vi sono i ministri del Petrolio, dell’Elettricità, del Commercio, delle Risorse idriche, e membri del Parlamento.

