di Farahmand Alipour

A distanza di poche ore dall’annuncio da parte del numero uno dell’Organizzazione iraniana dell’energia atomica, Ali Akbar Salehi, dell’inaugurazione di un impianto per la conversione dell’uranio, Israele ha fatto volare un proprio drone diretto all’area del sito nucleare di Natanz.

Il velivolo, un Hermes, è stato prontamente abbattuto da un missile sparato dai pasdaran, i quali, in un comunicato, hanno riferito che “Un drone del regime sionista è stato buttato giù da un missile”.

Il generale Ami Ali Hajizade, capo delle forze aeree dei pasdaran, ha affermato che “si tratta di un apparecchio di produzione israeliana, osservato da vicino in precedenza solo in Siria, con una capacità di volo di 1.600 km. La deflagrazione del razzo (iraniano) ha distrutto a distanza il drone in quanto carico di carburante e con missili; dall’analisi dei pezzi è risultato avere un’apertura alare di 5,5 mt. e di essere dotato di due telecamere in grado di produrre immagini di alta qualità”.

Per quanto riguarda l’impianto inaugurato da Salehi va detto che esso risponde agli accordi con il “5+1” (Usa, Russia, Francia, Cina, Gb + Germania) e che ha la funzione di produrre biossido di uranio arricchito a meno del 5 per cento, necessario per il funzionamento della centrale di Busher, l’unica atomica dell’area.