di Ehsan Soltani –
Dopo che le trattative sul nucleare iraniano di Vienna sono pressoché naufragate e il termine ultimo per l’accordo è stato procrastinato fino a metà luglio, alcuni senatori Usa hanno scritto al presidente Barak Obama per informarlo che non accetteranno mai un’intesa con l’Iran che non garantisca la sicurezza di Israele.
Con gennaio Obama sarà ufficialmente in minoranza, dopo che saranno entrati in Parlamento i nuovi senatori eletti con le votazioni di midd term, con il capogruppo Mitch McConnell che ha già giurato guerra alla politica del presidente.
Obama ha fatto loro sapere che mai sarà firmato un accordo che preveda una minaccia per Israele, ma ad intervenire in merito è stata oggi la Guida spirituale dell’Iran, l’ayatollah Ali Khamenei, il quale, in occasione di una conferenza dei membri del Consiglio Supremo della “Forza di resistenza di mobilitazione dei Pasdaran” (forza paramilitare iraniana), ha detto che “se facciamo o meno un accordo, Israele sarà sempre meno sicuro da parte nostra”. Il leader iraniano ha quindi aggiunto che
“Per la stessa ragione non mi sono opposto al principio dei negoziati, ne’ sono contrario al loro prolungamento. Anzi accetteremo qualsiasi compromesso equo e ragionevole”.
Khamenei ha poi continuato spiegando all’assemblea che “i discorsi sul nucleare e le sanzioni hanno il solo scopo di fermare i nostri sviluppi scientifici e tecnologici e di diminuire la nostra velocità”. “Oggi – ha dichiarato – alcuni stanno parlando di sicurezza di Israele. Io oggi da qui dico che, come stiamo vedendo l’idea della “Forza di resistenza” in Iraq, in Libano, in Siria e a Gaza, in un futuro non lontano ne vedremo la diffusione a Gerusalemme, per salvare la moschea al-Aqsa”.
Khamenei ha quindi minacciato che se l’Occidente non farà un accordo con l’Iran, “noi continueremo la jihad economica, cioè la resistenza contro gli effetti delle sanzioni internazionali. Ma, ripeto, questo non implica una maggiore o minore sicurezza per Israele.
Due giorni prima, in visita con gli studiosi islamici al “Congresso mondiale sull’estremismo e sui movimenti Takfiri”, l’ayatollah aveva dichiarato che “la Giordania, “la sponda occidentale”, dovrebbe essere armata e pronta a essere difesa, e certamente noi faremo ciò”.

