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L’Aiea, l’Agenzia atomica internazionale fondata nel 1957 e con sede a Vienna, ha reso noto di aver “ricevuto un invito dell’Iran a visitare l’impianto di produzione di acqua pesante ad Arak l’8 dicembre”. A renderlo noto è stato il direttore dell’Agenzia, Yuyika Amano, il quale ha osservato che era dal 2011 che non veniva rivolto tale invito, segno del nuovo corso politico impresso dal presidente Hassan Rohani e conseguenza di quanto stabilito con gli accordi di Ginevra di domenica scorsa, dove è stato riconosciuto il diritto dell’Iran di arricchire l’uranio non oltre il 5%, a fronte di un 20% necessario per la costruzione di ordigni nucleari.
Nelle scorse settimane gli ispettori dell’Aiea, inviati in Iran dall’Onu ma non nel centro sospetto di Arak, hanno valutato che gli iraniani hanno una riserva di oltre 7mila chilogrammi di uranio arricchito al 5 % e 196 chilogrammi al 20%, un valore troppo basso per costruire bombe atomiche e che la stessa quantità di materiale arricchito è ben al di sotto del limite di 240 kg indicato da Israele come linea rossa il cui superamento sarebbe intollerabile.
Inoltre è risultato che una significativa parte di quei 196 kg. arricchiti al 20% è già stata convertita in barre combustibili per la centrale di Bushehr, attivata di recente e l’unica presente nel Medio Oriente.
In base agli accordi di Ginevra, l’Iran provvederà a eliminare l’uranio arricchito oltre il 5%.
