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A fronte di una cauzione di 30mila dollari, pagata dalla famiglia, è stata liberata Ghoncheh Ghavami, la 25enne con doppia cittadinanza iraniana e britannica che aveva cercato di assistere a una partita di pallavolo maschile a giugno.

La legge iraniana vieta alle donne gli spettacoli maschili, seppure sportivi, ma l’accusa si era spinta oltre, trasformando il gesto di Ghavami in un’attività “di propaganda contro il sistema di governo”, per cui il 2 novembre il tribunale di Teheran aveva provveduto alla condanna della giovane.

La competizione sportiva in oggetto vedeva contrapposte nell’incontro di World League le squadre nazionali iraniana e quella italiana.

La madre della giovane ha comunicato che “si trova presso parenti”, ma che è provata duramente per il lungo sciopero della fame.

Ghoncheh, il cui status di doppia cittadinanza non è riconosciuto dalla Repubblica Islamica, era impegnata in Iran per un’attività di alfabetizzazione dei ragazzi di strada; è stata richiusa nella prigione di Evin, dove sono imprigionate anche altre attiviste in lotta per i diritti civili.

Gli avvocati sperano ora in una piena assoluzione, anche perché di recente si è aperto un piccolo spiraglio con l’annuncio della concessione alle donne giornaliste di assistere alle partite.