di Guido Keller –
Il Consiglio di Sicurezza chiede a Teheran di cessare immediatamente le operazioni militari contro gli Stati della regione. Russia e Cina si astengono denunciando un testo “sbilanciato”.
Il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha adottato la risoluzione 2817, che condanna gli attacchi dell’Iran contro diversi Paesi del Golfo Persico e la Giordania e chiede a Teheran di interrompere immediatamente tutte le operazioni militari nella regione.
Il provvedimento, approvato ieri sera, ha ottenuto 13 voti favorevoli e nessun voto contrario, mentre Russia e Cina si sono astenute. La risoluzione è stata presentata dal Bahrain e co-sponsorizzata da 135 Stati membri delle Nazioni Unite, segno di un ampio sostegno internazionale. 
Nel testo, il Consiglio di Sicurezza condanna “con la massima fermezza” i lanci di missili e droni iraniani contro Paesi del Golfo, definendoli una violazione del diritto internazionale e una grave minaccia alla pace e alla sicurezza regionale. La risoluzione denuncia inoltre il colpire infrastrutture civili e obiettivi non militari, che avrebbe provocato vittime e danni materiali. 
Il documento riafferma anche il sostegno alla sovranità e all’integrità territoriale degli Stati della regione e richiama il diritto all’autodifesa previsto dalla Carta delle Nazioni Unite.
Le astensioni di Russia e Cina.
Russia e Cina hanno scelto di astenersi dal voto, criticando la formulazione della risoluzione. Secondo i rappresentanti dei due Paesi, il testo non tiene conto delle cause più ampie dell’escalation, tra cui le operazioni militari condotte da Stati Uniti e Israele contro l’Iran. Anche l’ambasciatore iraniano alle Nazioni Unite ha respinto la risoluzione, definendola ingiusta e politicamente motivata.
Un contesto di crescente tensione.
L’approvazione della risoluzione avviene in un contesto di forte escalation militare in Medio Oriente, con attacchi e rappresaglie che hanno coinvolto diversi Paesi della regione e minacciato rotte strategiche come lo Stretto di Hormuz, fondamentale per il commercio energetico globale.
Nonostante l’ampio sostegno alla condanna degli attacchi iraniani, la mancata menzione delle operazioni militari statunitensi e israeliane ha evidenziato le profonde divisioni geopolitiche all’interno del Consiglio di Sicurezza, complicando le prospettive di una risposta internazionale condivisa alla crisi.




