di Luca Tolu –
Il regime iraniano ha diffuso un video di circa 30 secondi in cui vengono mostrati i primi test di volo del presunto clone del RQ-170 Sentinel, drone da ricognizione della CIA sviluppato dalla Lockheed Martin negli anni duemila e destinato ad andare a sostituire definitivamente la flotta degli U-2. Già a maggio di quest’anno Teheran aveva annunciato di essere riuscita a costruirne una copia dal relitto recuperato nel 2011. L’Iran, all’epoca aveva dichiarato di essere riuscita a introdursi nel sistema di controllo del velivolo riportandolo a terra integro, mentre gli Stati Uniti avevano comunicato di aver perso l’apparecchio a causa di un avaria. Se autentico il video, potrebbe essere la prima prova del successo nella realizzazione della versione iraniana tramite il processo di reingegnerizzazione.
Nel filmato, trasmesso dalla TV di stato, si vede la sagoma in lontananza del velivolo prima di atterrare in una base militare. Il generale Amir Ali Hajizadeh, capo della divisione aerospaziale dei Guardiani della rivoluzione, ha dichiarato che saranno fabbricate circa tre ulteriori unità entro l’anno e che la versione iraniana è addirittura “più efficiente di quella USA”.
Tuttavia, sorgono molti dubbi sia sull’autenticità del video – si sospettano ritocchi col computer – sia sulla veridicità della versione ufficiale del regime.
Innanzitutto, risulta quasi impossibile che in così poco tempo i tecnici di una nazione in via di sviluppo e soggetta ad embargo siano riusciti a clonare la tecnologia di un sofisticatissimo velivolo protetta da complessi protocolli di sicurezza operativi in tutte le unità che operano in territorio nemico. Gli stessi cinesi hanno impiegato molto più tempo per clonare tecnologie meno sofisticate.
In secondo luogo è probabile che le immagini pubblicate rappresentino un modello più piccolo del drone e che la somiglianza sia relativa semplicemente alla forma. Già ad ottobre del 2013, gli iraniani avevano sfoggiato in Russia un mini drone clonato dagli ScanEagle, piccoli velivoli spia low cost costruiti da una controllata della Boeing e probabilmente, come confermato dai media canadesi, caduti in territorio iraniano anche se il Pentagono ha sempre negato di averne perso delle unità.
Anche alcuni esperti sembrano confermare questa ipotesi. I sospetti cadono infatti anche nella sequenza di atterraggio del presunto clone sulla pista: più che un grande UAV, la sagoma mostrata risponde agli input del pilota remoto come un modellino in scala. Ipotesi avvalorata anche dal ronzio del motore, tipico di un modello di piccole dimensioni.
In conclusione, sembra da escludere che l’Iran sia riuscito nel tentativo di clonare l’RQ-170 Sentinel. Il video sembra più un’opera di propaganda che mostra un piccolo drone, probabilmente un clone dello ScanEagle, di tecnologia meno avanzata e più facilmente replicabile.

