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L’Iran e l’Aiea, l’agenzia atomica internazionale, si sono incontrati in questi giorni a Teheran dove hanno prodotto nuovi risultati sulla via della stabilizzazione dell’accordo provvisorio raggiunto lo scorso novembre a Ginevra: Reza Najafi, inviato iraniano all’ Aiea, e Tero Varjoranta, vice direttore generale e capo del Dipartimento per la sicurezza dell’Agenzia atomica, hanno informato che, in base a quanto stabilito, l’Iran appronterà entro la metà marzo sette “misure pratiche” al fine di sviluppare ulteriormente la cooperazione con l’Aiea. Si tratta delle modalità di ispezione alla miniera di uranio di Saghand nei pressi di Yazd, alla fabbrica di concentrato di uranio ad Ardakan e a un “Laser center” situato a Lashkar Ab’ad; della modalità di controllo dello sviluppo dei detonatori e di estrazione di uranio dai fosfati, come pure è stata riformulata la richiesta di informazioni costantemente aggiornate sull’impianto ad acqua pesante di Arak.

E’ stato quindi appurato che, come si legge nella nota diffusa dall’Aiea a seguito dell’incontro, “l’Iran ha applicato le misure pratiche iniziali che erano state previste”.

La palla ora tornerà alla politica, con un nuovo incontro del “5+1” con l’Iran a Ginevra, il prossimo 18 febbraio.