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Questa volta ci siamo: dopo oltre un decennio di tensioni il 5+1 (Usa, Russia, Cina, Francia, Gb + Germania) e l’Iran hanno trovato la quadratura del cerchio ed in queste ore stanno stendendo a Vienna l’accordo sul nucleare iraniano, mettendo fine così definitivamente ad una disputa che ha gettato la Repubblica islamica nel baratro delle sanzioni economiche internazionali, impedendole di vendere, ad esempio, il gas, di cui è il secondo detentore di giacimenti al mondo.

Ad annunciare il raggiungimento dell’accordo, ancora in corso per le ultime limature finali, il capo della diplomazia iraniana Mohamad Javad Zarif, il quale ha comunicato che “Abbiamo iniziato a redigere il testo dell’accordo finale (…) ma persistono ancora numerose divergenze”.

Il pre-accordo, raggiunto in modo provvisorio 6 mesi fa e che ha concesso un po’ di ossigeno all’economia, permetteva a Teheran l’arricchimento dell’Uranio quel tanto che basta per gli scopi civili; già oggi è in funzione a Bushehr l’unica centrale nucleare del Medio Oriente.

Nemico girato dell’accordo è da sempre Israele, che vede nel programma nucleare iraniano la minaccia della costruzione di armi di distruzione di massa.