Notizie Geopolitiche –
Per quanto potrebbe trattarsi di una questione di ore, non è stato ancora raggiunto l’accordo sul nucleare iraniano: lo scoglio insormontabile (soprattutto da parte degli Stati Uniti) è quello dello scioglimento delle sanzioni in materia di armi convenzionali, compresi i missili balistici, di cui già vi sono contratti fra la Repubblica Islamica e la Russia. L’agenzia stampa degli studenti islamici iraniani dà come certo nelle prossime ore l’annuncio di accordo congiuntamente da parte del ministro degli Esteri Javad Zarif e della Pesc Federica Mogherini, ed effettivamente sono state indicate le ore 10.00 di oggi come momento di convocazione “della seduta finale”.
A gelare le trattative era stato ieri il portavoce della Casa Bianca Josh Earnest, il quale aveva riferito che “I negoziati di Vienna continuano. Ci sono stati progressi importanti su questioni chiave, ma ci sono ancora ostacoli all’accordo”.
La questione delle sanzioni sulle armi rappresenta una spada di Damocle per Obama e per lo stesso accordo, in quanto Israele, da sempre contrario ad ogni compromesso con l’Iran, ha dimostrato di essere in grado di pesare al Senato di Washington, dove ora i Repubblicani sono la maggioranza e dove dovrà essere approvato l’accoro sul nucleare.
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu ha ribadito tutta la sua contrarietà all’intesa, ma vanno ricordati i toni dei suoi interventi a marzo negli Usa su invito dell’Aipac, la potente lobby ebraica, per cui il presidente Barak Obama e il segretario di Stato John Kerry si erano rifiutati di incontrarlo.

