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Sono ripresi in un clima positivo in Svizzera i colloqui sul nucleare iraniano, alla ricerca di un’intesa entro la scadenza fissata del 31 marzo: il ministro degli Esteri della Repubblica Islamica Mohammad Javad Zarif si è incontrato con la Pesc Federica Mogherini, il ministro degli Esteri tedesco Frank Walter Stenmeier, il segretario di Stato Usa John Kerry e i capi della diplomazia di Francia e Gran Bretagna.

Qualche nube potrebbe esservi stata sull’incontro con lo statunitense Kerry, dal momento che al termine Zarif ha affermato che “Se non arriveremo a un accordo, sarà il risultato degli errori di calcolo degli americani, i quali pensano di poter raggiungere i loro obiettivi attraverso pressioni”. “In questo momento – ha aggiunto – abbiamo una grande opportunità e siamo vicini a una soluzione che rispetti i diritti, gli interessi e le preoccupazioni dell’Iran”.

Uno degli elementi da affrontare rimane la richiesta dell’Iran dello scioglimento delle sanzioni in concomitanza dell’entrata in vigore dell’accordo, mentre gli Stati Uniti, legati a doppio filo con israele, spingono per una riduzione graduale.

Sono 12 anni che il “5+1” (Usa, Gb, Francia, Cina e Russia + Germania) trattano con l’Iran sul programma nucleare del paese mediorientale, onde evitare che esso si doti di armi atomiche.