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Intervenendo al Majlis, il Parlamento iraniano, il nuovo presidente dell’Iran, Hassan Rohani, ha sostenuto che è necessaria una ferrea collaborazione fra la Camera e il governo per affrontare “le condizioni molto difficili”, specialmente di carattere economico, in cui si trova l’Iran.
Rohani ha così voluto prevenire gli scontri, talvolta persino esilaranti, che vi erano stati fra il Parlamento iraniano ed il suo predecessore: i dissapori fra i due organi costituzionali avevano conosciuto il loro apice nel febbraio scorso, quando Ahmadinejad aveva accusato di corruzione la famiglia del presidente del Parlamento, Ali Larijani.
Rohani si è voluto concebtrare sui problemi economici che hanno investito il paese, anche a causa dell’embargo in corso, con un’inflazione che ha superato il 30%.
Così il presidente ha spiegato che “Il Paese si trova in condizioni molto difficili; alcune di queste complessità sono il risultato di questioni interne, altre di ingiuste pressioni straniere”, per cui “per la prima volta l’Iran consoce un’inflazione molto alta, la più alta nella regione e forse nel mondo, la quale è in relazione con la crescita economica negativa”.

