Notizie Geopolitiche –
Il presidente iraniano, Hassan Rohani, e quello russo Vladimir Putin si sono sentiti al telefono per fare il punto sulle trattative per il nucleare alla luce della proroga degli incontri del “5+1”, visto il risultato definitivo ancora una volta mancato.
Tuttavia per il Cremlino “Le parti hanno notato i notevoli progressi compiuti a Vienna nella riunione dei ministri degli Esteri del 5 + 1 e dell’Iran”, ma è necessaria una “cooperazione più costruttiva, per raggiungere un accordo” definitivo, dopo 12 anni di discussioni.
I due hanno poi parlato di cooperazione e di energia, visto il calo del prezzo del petrolio, ovvero, come ha spiegato una nota del Cremlino, “questioni importanti, in settori chiave della cooperazione bilaterale, compresa l’attuazione di progetti comuni”.
Nel febbraio 2013 è stato firmato il protocollo di trasferimento della centrale nucleare di Bushehr dalla Rosatom, la ditta che ha portato a termine i lavori, all’Iran.
In realtà la costruzione dell’impianto era partita nel 1975 ad opera di ditte della Germania federale (Ag Siemens, TyssenKrupp ecc.), ma la Rivoluzione del 1979, la guerra con l’Iraq e le accuse della comunità internazionale di utilizzare il materiale nucleare per la fabbricazione della bomba atomica, ne hanno ritardato il completamento con un continuo passaggio di mani e di contratti fra varie aziende, fino alla sovietica Atomstroyexport e poi alla Rosatom.
Si tratta della prima centrale nucleare iraniana, come pure del Medio Oriente, ed è equipaggiata con un solo reattore di tipologia VVER1000 da 915 MW; altri tre reattori non sono ancora stati completati.
Tuttavia sono in corso trattative per la costruzione di una seconda centrale nucleare e, come aveva spiegato in passato l’ambasciatore iraniano a Mosca, Mehdi Sanaei, il negoziato in corso si inserisce in un quadro più ampio che interessa diversi campi, come le banche e l’energia e quindi “la fornitura di petrolio iraniano in Russia per diverse centinaia di migliaia di barili al giorno”.

