di Guido Keller –

E’ stato il ministro degli Esteri iraniano Ali Akbar Salehi ad aprire a Teheran la cinque giorni del vertice dei Paesi Non Allineati, assemblea che vedrà il suo culmine con gli incontri previsti fra giovedì e venerdì ai quali prenderanno parte una cinquantina di Capi di Stato, fra i quali il presidente egiziano Mohammed Morsi e il Segretario generale dell’Onu Ban Ki-moon.

Nel suo intervento Salehi ha ribadito che il nucleare iraniano ha solo scopi pacifici e non bellici (cosa per altro ribadita non molto tempo fa anche dalla stessa Aiea) e che Israele sbaglia a minacciare un intervento armato unilaterale per colpire gli impianti di ricerca, anche perchè ”i crimini perpetrati dal regime sionista contro i palestinesi e contro altre nazioni regionali rappresentano la più grande minaccia per l’area” mediorientale, ”per la sua pace e sicurezza”.

Salehi ha riconosciuto la necessità di “rafforzare” il Movimento internazionale in quanto ”ancora influente”.

Il Movimento dei Paesi Non Allineati è nato nel 1956 su iniziativa di Tito, presidente della Repubblica Socialista Federale della Iugoslavia, di Pandit Jawaharlal Nehru, primo ministro dell’India e di Gamal Abd al-Nasser Nasser, presidente dell’Egitto, per legare gli stati che non volevano schierarsi con le potenze della Guerra Fredda. L’ultimo summit si era svolto nel settembre 2011 a Belgrado, quando Segretario generale era l’egiziano Mohamed Hussein Tantawi.