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Il ministro della Difesa russo, Sergey Shoigu, e quello iraniano, Hossein Dehghan, si sono incontrati a Teheran per firmare un accordo volto ad implementare la “cooperazione militare bilaterale alla luce dei comuni interessi” e “per il mantenimento della pace”.

Dietro a questa formula si celano generalmente accordi di scambio di informazioni e di vendita di armi, di cui la Russia è già fornitrice per la Repubblica Islamica, ma anche, com’è stato spiegato, “l’addestramento militare e l’organizzazione di manovre congiunte”. Da notare che nel 2010 Mosca ha annullato la fornitura di missili S 300 a Teheran per un valore di 800 milioni di dollari al fine di non contravvenire agli impegni presi nel “5+1”, mentre oggi la tv di stato iraniana in lingua araba al-Allam ha spiegato che “I due ministri hanno trovato un’intesa sulla questione degli S-300”.

Il quadro geopolitico vede entrambi i paesi sottoposti a sanzioni, uno per la politica sul nucleare e l’altro per la questione ucraina, ma anche sostenitori del presidente siriano Bashar al-Assad. E proprio per dar addito all’intesa di oggi bisognerà attendere la revoca delle sanzioni alla Russia, le quali potrebbero essere inasprite in caso Mosca decidesse di continuare sulla sua strada.

“Speriamo che la firma di questo protocollo di intesa permetterà di sviluppare la cooperazione militare tra Russia e Iran, che gioca un ruolo chiave per garantire la sicurezza in tutta la regione”, ha affermato Shoigu.

Dehghan ha invece puntualizzato che “Quello che è stato più importante di qualsiasi altra cosa nella discussione è stata l’analisi comune e unitaria rispetto alla questione del terrorismo e dei fattori che minacciano la sicurezza regionale e rispetto la politica globale dell’America, di interferenza negli affari regionali e internazionali”.