Ansa, 10 ago 12 –
Il premier israeliano Benyamin Netanyahu e il ministro della difesa Ehud Barak sono determinati ad attaccare le infrastrutture atomiche in Iran questo autunno, prima cioe’ delle elezioni presidenziali negli Stati Uniti. Lo anticipa con un titolo a tutta pagina il quotidiano Yediot Ahronot.
Sulla stessa linea di pensiero un dirigente israeliano dichiara oggi, in forma anonima, al quotidiano Haaretz, che ”la spada puntata ora al nostro collo e’ piu’ affilata della spada che avevamo al collo alla vigilia della guerra dei sei giorni (1967)”, quando Israele opto’ per un attacco militare preventivo contro i Paesi vicini. In un sondaggio di opinione Maariv ha rilevato che il 40 per cento degli israeliani sono favorevoli ad un operazione militare contro le infrastrutture nucleari in Iran. Il 37 per cento paventano che qualora il regime degli ayatollah si dotasse di armi atomiche gli ebrei rischierebbero ”una seconda Shoah”. Yediot Ahronot sostiene tuttavia che nei vertici militari israeliani e fra i responsabili alla sicurezza c’e’ una forte contrarieta’ ad un attacco all’Iran che fosse condotto in maniera solitaria, senza un assenso degli Stati Uniti. Fra quanti si identificano con questa linea critica vi e’, secondo il giornale, lo stesso capo dello stato Shimon Peres.
