Iran. Teheran, ‘Colpita la portaerei Usa Abraham Lincoln’, ma Washington smentisce

di Enrico Oliari

La tensione tra Iran e Stati Uniti cresce nel pieno dell’escalation militare in Medio Oriente. Le Guardie della Rivoluzione iraniane hanno annunciato di aver colpito la portaerei statunitense USS Abraham Lincoln con missili balistici, costringendo la nave a ritirarsi di circa mille chilometri dalle acque del Golfo Persico.
La notizia, diffusa da media vicini al governo di Teheran, sostiene che l’attacco sarebbe stato effettuato con quattro missili guidati, lanciati contro il gruppo navale americano impegnato nelle operazioni nella regione.

La versione iraniana.

Secondo il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (Pasdaran), l’azione farebbe parte della risposta militare dell’Iran alle operazioni statunitensi e israeliane contro obiettivi sul territorio iraniano. I media ufficiali iraniani parlano di un «colpo diretto» contro la portaerei, descrivendo l’operazione come un segnale della capacità di Teheran di colpire anche le unità navali più protette degli Stati Uniti. In alcune dichiarazioni diffuse dalla propaganda militare iraniana si afferma che «terra e mare diventeranno il cimitero degli aggressori».

La smentita degli Stati Uniti.
La versione iraniana è stata però smentita categoricamente (ma anche scontatamente) dal comando militare statunitense. Il Centcom ha dichiarato che la portaerei non è stata colpita e che i missili «non si sono nemmeno avvicinati alla nave», che continua regolarmente le proprie operazioni militari nella regione.
Secondo fonti militari americane, la USS Abraham Lincoln resta pienamente operativa e impegnata nel sostegno alle missioni statunitensi nel Medio Oriente.

L’episodio si inserisce nella crisi militare iniziata alla fine di febbraio, quando Stati Uniti e Israele hanno lanciato una vasta operazione contro obiettivi militari iraniani. L’Iran ha risposto con una serie di attacchi missilistici e con droni contro basi americane e installazioni in diversi Paesi del Golfo Persico.
Gli attacchi di rappresaglia hanno coinvolto anche infrastrutture in Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Qatar e Oman, oltre a diverse installazioni militari occidentali nella regione.

Al momento non esistono conferme indipendenti della versione iraniana sull’attacco alla portaerei. Gli analisti sottolineano che, in un contesto di guerra aperta e forte propaganda, le dichiarazioni delle parti devono essere verificate con cautela.
Se l’attacco fosse avvenuto davvero con missili balistici anti-nave, sarebbe uno degli episodi più gravi nella storia militare recente, perché colpire una portaerei statunitense rappresenta una sfida diretta al simbolo della potenza navale americana.
Per ora, però, la situazione resta segnata da versioni opposte e non verificabili, mentre nel Golfo Persico continua il confronto militare tra Iran, Stati Uniti e alleati.