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Permangono cauti ottimismi sulle trattative in corso a Losanna sul nucleare iraniano, le quali dovrebbero concludersi entro domani. Fra le questioni affrontate nelle ultime ore vi è quella delle sanzioni, che gli iraniani chiedono essere esaurite con l’entrata in vigore dell’accordo, mentre gli Usa ne vorrebbero il ritiro graduale.

Tuttavia un alone è rappresentato da quanto comunicato da Abbas Araqchi, capo-negoziatore della Repubblica Islamica, ad alcuni media iraniani, che mette in dubbio la disponibilità dell’Iran al trasferimento del proprio combustibile nucleare in Russia: “L’esportazione di scorte di uranio arricchito non è nel nostro programma e non intendiamo inviarle all’estero”.

Il trasferimento del combustibile nucleare ha sempre rappresentato uno degli elementi critici delle trattative, ma fino ad oggi era stato dato come uno dei punti degli accordi conclusi.

Che l’ottimismo, man mano che passano le ore, stia lasciando il posto a qualche perplessità, lo testimonia il fatto che il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, ha deciso di lasciare Losanna: come ha comunicato il ministero degli Esteri di Mosca, “non è escluso il ritorno, se ci saranno progressi nella direzione di accordi concreti”.