Notizie Geopolitiche

Un commando di miliziani dell’Isil, il gruppo qaedista che controlla parte della Siria e dell’Iraq, ha aperto il fuoco all’impazzata servendosi anche di kamikaze per colpire il convoglio che scortava un autobus che stava trasferendo decine di detenuti dalla base militare di Taji a Baghdad. I morti sarebbero almeno una sessantina, fra i quali 9 agenti e 51 detenuti. La base di Taji dista una dozzina di chilometri dalla capitale.

Mentre nel paese continuano le violenze, anche verso i cristiani, il patriarca caldeo Louis Raphael I Sako ha chiesto un intervento dell’Onu: “Le Nazioni Unite – ha scritto il patriarca – facciano pressioni politiche sulla comunità internazionale: il Consiglio di sicurezza non può rimanere fermo ed essere un semplice osservatore delle continue atrocità commesse contro i cristiani”.