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Intervenendo al programma “A 10 anni dall’Iraq” di Oltreradio.it, Barbara Contini, già governatrice di Bassora e della regione di Dhi Qar in Iraq, nominata dalla Coalition Provisional Authority, è tornata sulla strage di Nassiriya, in cui persero la vita 12 carabinieri, 5 militari e 2 civili: “sono stata più volte interrogata dai magistrati e che quello che continuo a pensare è che una volta insediati lì gli italiani, si sarebbero dovute effettuare determinate operazioni di messa in sicurezza assolutamente necessarie. Da Bassora, a tutti i livelli, continuavamo a chiedere la chiusura di quel primo ponte. Non fu fatto e la base non fu protetta come si sarebbe dovuto. Se, come richiesto, quel ponte fosse stato chiuso, tante cose non sarebbero accadute”.
Il ponte non venne chiuso in quanto, ha spiegato la Contini, “certe scelte dovevano essere decise dal campo, non da Roma. E` il problema della nostra Difesa. I problemi sono a monte… sono a Via XX Settembre”. Contini ha ricordato poi di essere scampata per caso all’attentato: “Capitò una coincidenza fortunata senza la quale oggi non potrei essere qui a raccontarlo. Il mio capo scorta si ammalò con febbre molto alta e rimandammo di 24 ore il mio spostamento alla base, dove mi aspettava il Colonnello De Paoli. Era il 12 novembre del 2003, il giorno della tragedia”; giunta sul posto, ha ricordato di aver visto “una scena devastante, un cratere enorme, quel palazzo sventrato”.












