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Almeno 11 persone sono morte ed altre 20 rimaste ferite in un bombardamento della città di Fallujah, una delle principali dell’Iraq, dal 4 gennaio in mano ai qaedisti dell’Isil (Stato islamico dell’Iraq e del Levante), gruppo attivo anche in Siria.

A darne notizia è stato il direttore dell’ospedale locale, Ahmed Shami, il quale ha fatto sapere che le bombe cadute sono sicuramente delle Forze governative.

In gennaio il ministro della Difesa dell’Iraq Sadun al-Dulaimi aveva reso noto che a Fallujah è stata introdotta la sharia, la rigida osservanza dei precetti islamici, e che sono state create corti islamiche che giudicano severamente chi non si attiene ai precetti: “hanno cominciato ad applicare pene selvagge come la fustigazione per chi non prega correttamente“ – aveva affermato al-Dulaimi, il quale aveva anche riferito che i miliziani qaedisti avevano “rapito e portato in una località desertica 11 donne con l’accusa di non avere osservato l’Hijab” nel modo di portare i vestiti e che di loro non si hanno più notizie.

Sono oltre 150mila i profughi fuggiti dalla città.