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Considerando ormai iniziata la controffensiva dei curdi e dell’esercito iracheno, i jihadisti dell’Isis hanno distrutto la pista dell’aeroporto di Mosul ed hanno minato diversi ponti della città. L’obiettivo è quello di dividere in due il centro abitato, separando la parte orientale da quella occidentale, in modo da opporre una difesa più efficace.

Intanto le forze irachene hanno attaccato la città di Tikrit, caduta in mano ai jihadisti lo scorso giugno dopo la capitolazione di Mosul, diventata da allora la loro roccaforte.

Una fonte militare ha riferito infatti che “hanno piazzato ordigni esplosivi sotto diversi dei principali ponti nel centro di Mosul in vista di una detonazione. In questo modo vogliono isolare e dividere la zona a sinistra del Tigri da quella destra nel caso di un attacco delle forze di sicurezza”.

L’Isis ha anche espresso nuove minacce al fondatore ed ai dipendenti di Twitter, lanciando un invito “A tutti i jihadisti individuali nel mondo” di “colpite Twitter e i suoi interessi in ogni luogo, persona ed edificio, e non lasciate sopravvivere nessun ateo”.

Nel testo diffuso dallo Stato Islamico si legge che “La vostra guerra virtuale contro di noi causerà una guerra reale contro di voi”, “Avete iniziato questa guerra fallimentare, vi avevamo detto dall’inizio che non è la vostra guerra, ma non lo avete capito e avete continuato a chiudere i nostri account su Twitter, ma come vedete noi torniamo sempre. Ma quando i nostri verranno a togliervi il respiro, allora voi non resusciterete”.

Il social network è impegnato con le forze dell’ordine e le intelligence per contrastare i messaggi dell’Isis, che ricorre anche a Twitter per arruolare jihadisti e per esprimere continue minacce all’occidente.