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E’ passata un po’ in sordina la notizia dell’uccisione una settimana fa a Mosul del tunisino Ali Awni al-Harzi. Il Pentagono, che ha comunicato il fatto, ha reso noto che il terrorista è stato eliminato da un attacco mirato di un drone.
Ali Awni al-Harzi era forse il principale anello di congiunzione fra i jihadisti del Nordafrica e l’Isis, tant’è che in una nota del Pentagono si legge che “La sua morte riduce le capacità dello Stato Islamico di integrare jihadisti dal Nordaftica in Siria e Iraq, nonché rimuove uno jihadista che aveva lunghi e profondi legami con il terrorismo internazionale”.
al-Harzi aveva avuto, tra l’altro, un ruolo di primo piano nell’attacco al consolato statunitense a Bengasi dell’11 settembre 2012, dove vennero uccisi l’ambasciatore Chris Stevens, quattro membri della rappresentanza diplomatica e una decina di poliziotti libici.
L’intelligence seguiva il terrorista da tempo ed è stato appurato che era il responsabile dei reclutamenti per l’Iraq e la Siria del Nordafrica, tant’è che la Tunisia è risultata essere il primo paese dell’area di provenienza dei “foreign fighter” e delle ragazze della “jihad femminile”, cioè ragazze andate in spose ai combattenti. Ha inoltre avuto un ruolo di primo piano nella raccolta dei finanziamenti per l’Isis e il dipartimento del tesoro Usa aveva appurato che nel settembre 2013 aveva ricevuto 2 milioni di dollari dal Qatar da versare nelle casse dello Stato Islamico.

