di Ehsan Soltani

L’entrata dei miliziani qaedisti dell’Isil a Kirkuk, importante centro petrolifero iracheno, ha creato il “casus belli” per l’intervento dei curdi della Regione autonoma del Kurdistan e quindi per prendere a loro volta il controllo della città, territorio da sempre rivendicato.

Ne ha dato notizia lo stesso portavoce curdo Jabbar Yawar, il quale ha riferito che “L’intera Kirkuk è caduta nelle mani dei peshmerga”, anche perché “Nessun esercito iracheno ê presente oggi nella città”.

A chiedere l’appoggio dei curdi è stato nei giorni scorsi il presidente del Parlamento di Baghdad, Osama al-Najafi.

Fonti provenienti dalle autorità locali, riprese dal quotidiano “al-Quds al-Arabi”, hanno riferito di una ventina di qaedisti provenienti dalla Siria uccisi negli scontri con i peshmerga.

Scontri sono ancora in corso a Tikrit, città natale di Saddam Hussein, mentre diverse fonti danno l’entrata nel paese di circa 200 pasdaran iraniani, in appoggio al governo centrale, anch’esso sciita, di Nouri al-Maliki.