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Per quanto inutilizzabili a causa del degrado e all’incuria dovuti al tempo trascorso, l’ambasciatore dell’Iraq all’Onu, Mohamed Ali Alhakim, ha reso noto al segretario generale Ban Ki-moon che i johadisti dell’Isis hanno preso il controllo lo scorso 11 giugno di una fabbrica di armi chimiche.

L’impianto si trova a Muthanna, 70 km a nord-ovest di Baghdad, ed era attivo ai tempi di Saddam Hussein; oggi funge da deposito di sostanze chimiche e di missili caricati con Sarin e con gas nervino, 2500 secondo la Bbc, difficilmente utilizzabili.

Il sito era protetto da militari dell’esercito, sopraffatti dagli jihadisti che comunque si sono impadroniti di “equipaggiamenti e di materiale elettronico”.

L’ambasciatore ha inoltre reso noto che in questi anni l’Iraq non è stato in grado di “adempiere al suo dovere di distruggere le armi chimiche”.