Notizie Geopolitiche –

Al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite (al momento composto, oltre che da Cina, Russia, Usa, Francia e Gb, dai non permanenti, ovvero Argentina, Australia, Lussemburgo, Corea del Sud, Ruanda, Ciad, Nigeria, Cile, Lituania, Giordania) il rappresentante speciale Onu in Iraq, Nikolay Mladenov, ha spiegato che “Da gennaio in Iraq sono stati colpiti 25mila civili, di cui almeno 8.500 sono morti”.

I quindici hanno quindi approvato una dichiarazione all’unanimità con la quale ha condannato “fermamente gli attacchi delle organizzazioni terroristiche, tra cui l’Isis, in Iraq, Siria e Libano, e sottolineato che questa offensiva pone una grave minaccia per la regione”. Ha quindi rivolto un appello alla comunità internazionale “a rafforzare ed estendere il sostegno al governo iracheno nella sua lotta contro l’Isil e i gruppi armati che a questo sono legati”.

Nel suo discorso settimanale alla nazione il presidente Usa, Barak Obama, ha informato che “Dallo scorso mese, sono stati condotti 170 raid contro i terroristi in Iraq. E ora la Francia si è affiancata a noi in questi attacchi aerei. Andando avanti, non esiteremo ad agire contro questi terroristi in Iraq o in Siria”.

“Questa però – ha continuato Obama – non è solo la guerra dell’America. Non impegnerò i nostri soldati in un’altra guerra in Iraq o in Siria. E’ molto più efficace usare le nostre capacità per aiutare i nostri partner sul terreno, garantire il futuro del loro Paese. Useremo la nostra potenza aerea, addestreremo e forniremo attrezzature ai nostri partner. Daremo assistenza e consigli. E guideremo una coalizione allargata di Paesi che hanno un interesse in questa lotta. Questa non è l’America contro l’Isis. Questo è il popolo della regione contro l’Isis. E’ il mondo contro l’Isis”.

Ha poi spiegato che “Sono oltre 40 i Paesi che si sono offerti di aiutare l’ampia campagna contro l’Isis, dall’addestramento e attrezzature, all’aiuto umanitario, ai raid aerei e missioni di combattimento. E questa settimana, alle Nazioni Unite, continuerò a mobilitare il mondo contro questa minaccia” in quanto “Questo è uno sforzo che l’America ha la capacità di guidare”.