Notizie Geopolitiche –

Lo scorso 12 maggio l’esercito iracheno e le milizie della Mobilitazione popolare sciita sono riusciti a respingere l’offensiva del Daesh (Isis) per la riconquista dei campi petroliferi di Alas e Ajil, nella provincia irachena di Salah al Din, uccidendo circa 260 jihadisti. A seguito di tale sconfitta il Daesh ha provveduto a giustiziare 14 dei propri ufficiali impegnati nell’attacco in quanto ritenuti responsabili di aver mancato l’obiettivo.

Lo ha riferito il responsabile del comitato di sicurezza della provincia di Diyala, Sadiq al-Husseini, il quale ha spiegato in un’intervista a “Iraqi News” che il controllo dei pozzi di petrolio è essenziale per lo Stato Islamico, in quanto il greggio viene contrabbandato (soprattutto in Turchia) per ottenere armi, medicinali e generi di prima necessità. Fonti della sicurezza irachena hanno comunicato in passato che dal giugno 2014 al marzo 2015 i miliziani del Daesh hanno contrabbandato almeno 500 camion carichi di petrolio, ed il ministro del Petrolio iracheno Adel Abdul-Mahdi aveva detto in aprile, quando i miliziani controllavano i pozzi ripresi dalle autorità di Baghdad, che lo Stato islamico vendeva un barile di petrolio per meno di 30 dollari al barile, una differenza di circa 20 dollari rispetto al prezzo medio del mercato globale.

al-Husseini ha spiegato che la mancata riconquista dei due campi di estrazione ha provocato pesanti spaccature fra i miliziani.