di Viviana D’Onofrio –
Lo Stato islamico (IS) ha perso il 40% del territorio una volta controllato in Iraq. E‘ quanto riferito dal portavoce della coalizione guidata dagli Stati Uniti, il colonnello Steve Warren, il quale, secondo quanto riportato dalla BBC, ha affermato che gli uomini di al-Baghdadi sono “sulla difensiva“ e non hanno ottenuto alcuna conquista territoriale in Iraq dal maggio dello scorso anno.
L’Isis avrebbe, inoltre, perso anche il 20% del territorio una volta sotto il proprio controllo in Siria.
La controffensiva delle forze armate irachene e curde, sostenute dai raid aerei della coalizione a guida statunitense iniziati nell’estate del 2014, ha portato l‘Isis a perdere il controllo di diverse importanti città irachene, tra le quali Tikrit e Ramadi.
Gli attacchi aerei della coalizione internazionale stanno anche colpendo i giacimenti petroliferi, che rappresentano una importante fonte di finanziamento per i militanti dello Stato Islamico.
Secondo Warren, dopo aver perso il controllo del complesso governativo di Ramadi la scorsa settimana, i jihadisti dello Stato Islamico hanno spostato la propria attenzione su Haditha, città situata nei pressi di una diga di grande importanza strategica nel nord della provincia di al-Anbar.
L’Isis ha preso il controllo di gran parte dell’Iraq nord-occidentale nel giugno del 2014, quando Abu-Bakr al-Baghdadi ha proclamato la nascita di un nuovo califfato islamico.
Secondo la coalizione internazionale, circa 20mila km quadrati sono stati riconquistati dal governo iracheno e dai Peshmerga curdi, supportati dai bombardamenti degli Stati uniti e delle forze alleate.
L’Isis continua comunque a controllare Mosul, la più grande città del nord dell’Iraq.
I jihadisti dello Stato islamico hanno perso terreno anche in Siria, in particolare nella zona settentrionale situata vicino al confine con la Turchia. Qui gli uomini del califfo hanno subito significative perdite territoriali a vantaggio delle forze curde.

