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Il noto generale iraniano Qassem Suleimani, comandante della Brigata d’élite “al-Qods” dei pasdaran ed attivo a Baghdad quale osservatore militare nella lotta contro l’Isis, è stato ferito in modo grave da un attentatore suicida. Le informazioni parlano di alcuni agenti dell’Isis infiltratisi nel comando iraniano in Iraq, i quali si sono avvicinati al generale mentre era a Samarra, dove hanno compiuto l’attacco.

Suleimani, che ha 58 anni e che membro della cerchia ristretta della Guida spirituale Alì Khamenei, è una figura centrale della dell’apparato militare e dell’intelligence iraniana. E’ stato ricoverato presso l’ospedale di Teheran.

Lo scorso 24 dicembre è stato ucciso un altro elemento chiave del gruppo dei militari iraniani presenti in questo momento in Iraq: sempre a Samarra (110 km. a nord i Baghdad) i jihadisti sono riusciti ad uccidere il generale di brigata Hamid Taghavi.

Per lungo tempo Teheran ha affermato di non aver inviato aiuti in Iraq, ma fin dall’inizio della guerra contro l’Isis è data la presenza di numerosi “consulenti” militari iraniani nel paese mediorientale.

Almeno ufficialmente gli Stati Uniti hanno dato un altolà al supporto iraniano all’Iraq, pur considerando che parte del governo e della popolazione del paese sono sciiti; tuttavia già il 24 agosto la tv panaraba qatarina al-Jazeera ha riferito di “centinaia di pasdaran iraniani che si sono uniti ai curdi per combattere i miliziani dell’Isis a Jalawla”, centro situato nella provincia di Diyala, a ridosso del confine iracheno.

In barba ai diktat di Washington il 2 dicembre aerei iraniani hanno bombardato “su esplicita richiesta del governo di Baghdad e senza coordinamento con gli Stati Uniti” posizioni dell’Isis in Iraq, e la cosa è stata confermata dal vice ministro degli Esteri iraniano Ebrahim Rahimpour al The Guardian, al quale ha spiegato che “non permetteremo che si creino le condizioni perché l’Iraq scenda al livello della Siria, dove agiscono poteri stranieri. E certamente la nostra assistenza è più forte di quella alla Siria, dal momento che il paese è più vicino”.

La presenza di “consulenti” iraniani, come pure il rifornimento di armi, è data da tempo anche in Siria a fianco dell’esercito di Bashar al-Assad e degli alleati di sempre Hezbollah libanesi, alawiti e sciiti: già il 4 agosto 2012 un intero autobus di 48 “pellegrini”(ma poi si è scoperto di militari fra i quali il generale Abedin Khoram) è stato sequestrato nei pressi di Damasco; nel settembre dello stesso anno è stato ucciso un alto ufficiale, Mahram Tork, sempre in Siria; nel maggio di quest’anno ha perso la vita nello stesso conflitto il militare in pensione Abdollah Eskandari, in passato uno dei comandanti dei Pasdaran.

Nella foto: il generale Qassem Suleimani