di Giuliano Bifolchi –
Lo Stato Islamico dell’Iraq e del Levante (ISIL) ha lanciato un complesso attacco contro la prigione di Adala nel quartiere di Kadhmiyah situato a nord di Baghdad con l’intento di penetrare all’interno del carcere e liberare i prigionieri. In contemporanea a tale attacco il gruppo jihadista ha condotto un’altra operazione contro il quartiere Iskan con l’obiettivo di colpire gli uffici dell’Organizzazione Badr, gruppo politico e militare shiita.
Secondo quanto affermato dal Comando Operazioni di Baghdad, nell’attacco sono stati utilizzati da parte dell’ISIL colpi di mortaio, autobomba (Vehicle-Borne Improvised Explosive Devices – VBIEDs) ed attentatori suicida (Suiced Borne Improvised Explosive Devices – SVBIEDs): i quattordici colpi di mortaio, lanciati dall’area nord di Baghdad, hanno colpito ripetutamente la prigione di Adala e l’area circostante di Kadhmiyah mentre altri colpi sono stati indirizzati nell’area di Greaat adiacente a Kadhmiyah.
L’attacco.
Una vera e propria operazione programmata dal punto di vista strategico è quella che ha investito già nella giornata di ieri la città di Baghdad, fattore che evidenzia la capacità bellica ed organizzativa dello Stato Islamico il quale opera come un vero e proprio esercito. Analizzando quanto accaduto è possibile sottolineare il coordinamento degli attacchi effettuato dall’ISIL che ha visto simultaneamente il lancio di colpi di mortaio ed attacchi suicidi con l’intento di indebolire le difese e destabilizzare l’area. Mentre dal nord della città venivano l’artiglieria dell’ISIL ha attaccato la prigione e l’area circostante, un attentatore suicida si è fatto esplodere nei pressi della prigione causando la morte di tre persone ed il ferimento di altre 10, azione non riuscita ad altri due militanti, vestiti con giubotti esplosivi, i quali sono stati arrestati dalle forze di sicurezza.
Nel frattempo un autobomba è esplosa nei pressi di un ristorante a Kadhmiyah causando la morte di quattro persone ed il ferimento di altre 11; la polizia irachena durante il controllo dell’area ha disinnescato un’ulteriore autobomba imponendo quindi lo stato di allerta generale nel quartiere e la chiusura dei negozi e degli esercizi commerciali nell’area di Adhamiyah situata tra il ponte Aaima e Kadhmiyah.
Sempre a Baghdad un’autobomba è esplosa nell’area di Iskan nella parte occidentale della città colpendo l’edificio dell’Organizzazione Badr, movimento politico e militare che gioca un rolo importante nelle operazioni delle milizie shiite contro l’ISIL.
Conclusioni.
L’attacco organizzato dall’ISIL nella capitale dell’Iraq, il primo ad implicare il coordinamento dell’artiglieria e delle “truppe di terra”, deve essere visto come l’intento da parte dello Stato Islamico di porre pressione sul paese e sui recenti attacchi aerei organizzati dagli Stati Uniti. Tale operazione ha dimostrato come le difese della città, rafforzate dopo la caduta di Mosul lo scorso giugno, sono facilmente penetrabili dalle forze jihadiste le quali potrebbero avere all’interno dell’area di Kadhmiyah a maggioranza shiita delle cellule dormienti pronte ad agire. I colpi di mortaio lanciati dalla zona nord della città, precisamente nel distretto rurale a maggioranza sunnita di Tajicon, confermano la presenza dei militanti nell’area e la loro fervida attività.

