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I jihadisti dell’Isis hanno provveduto a compiere nuovi scempi nel campo dell’arte e delle testimonianze storiche arrivando a distruggere con mazze, picconi e colpi di kalashnikov gli ornamenti dell’antica Hatra, città del regno dei Parti che per ben due volte resistette all’assalto dei romani, nel 116 e 198 d.C. In particolare la furia dei miliziani si è scagliata contro le figure umane ed animali scolpite e poste sulle antiche mura costruite dall’impero Seleucide nel III secolo avanti Cristo.

Si è parlato anche della distruzione dell’intera area archeologica con i bulldozer, ma la cosa è stata smentita dalle riprese satellitari.

Tali gesti rivolti a colpire le testimonianze storiche ritenute dall’Unesco patrimonio dell’umanità hanno lo scopo sia di arrivare ad una “distruzione degli idoli”, come è stato intitolato il video diffuso per l’occasione, poiché le immagini umane “sono adorate al posto di Dio”, sia come tattica comunicativa di sfida nei confronti della comunità internazionale.

Vedi: L’Isis distrugge l’arte e colpisce l’umanità. Intervista all’archeologo Manlio Lilli