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Il Washington Post riporta oggi la notizia, a dire il vero non nuova, dell’impiego di armi chimiche da parte dei jihadisti dell’Isis contro i militari di Baghdad. L’attacco con gas di cloro risale al 15 settembre scorso ed ha costretto al ricovero in ospedale 11 membri delle forze di sicurezza iracheni.
Alcune fonti parlano di altri due attacchi, ma al momento non ve ne è conferma: lo scorso 9 luglio il rappresentante dell’Iraq all’Onu, Mohamed Ali Alhakim, ha reso noto al Segretario Generale Ban Ki-moon che i jihadisti hanno preso il controllo l’11 giugno di una fabbrica di armi chimiche a Muthanna, 70 km a nord-ovest di Baghdad, attiva all’epoca di Saddam Hussein ed oggi deposito di sostanze chimiche e di missili caricati con Sarin e con gas nervino, anche se questi ultimi difficilmente utilizzabili.
Khairalla al-Jabbouri, 31 anni, si è salvato dall’attacco con il gas: ha raccontato che “E’ stata una strana esplosione. Mi sentivo soffocare. Ho vomitato e non riuscivo a respirare”. Un altro agente che soffriva di asma, Ammer Jassim Mohammed, 31 anni, è deceduto nell’arco di pochi minuti.

