Notizie Geopolitiche

Al termine del vertice Nato di Newport, in Galles, il presidente degli Stati Uniti Barak Obama ha espresso soddisfazione per il fatto che tutti i paesi dell’Alleanza abbiano unanimemente considerato l’Isil, il gruppo qaedista che ha preso il controllo di parte della Siria e dell’Iraq, una minaccia.

Per questo motivo ha espresso fiducia per la creazione di una “vasta coalizione” che abbia come obiettivo la distruzione dello Stato Islamico dell’Iraq e del Levante, anche se molto dipenderà dalla nascita di un governo in Iraq, previsto per settimana prossima, in grado di rappresentare curdi, sciiti e sunniti. Già oggi il presidente della Repubblica è curdo, quello del Parlamento sunnita e il premier sciita.

Ieri ha destato scalpore il rapimento d parte dei miliziani dell’Isil di una cinquantina di giovani di Tal Ali, un villaggio nel nord del paese a 60 km. da Kirkuk, che avevano bruciato il vessillo nero del Califfato, ed ora si teme per la loro sorte. A Fallujah, città caduta nelle mani dell’Isil già a gennaio, un colpo di mortaio ha ucciso 18 persone, di cui 8 bambini. A Suleiman Beg, centro riconquistato dalle forze regolari, è stata individuata una fossa comune con 23 cadaveri di camionisti trucidati dai miliziani, mentre a Mosul 14 giovani sono stati “giustiziati” dai qaedisti dopo un processo del tribunale islamico.

Il premier italiano Matteo Renzi, che a Newport ha auspicato una Nato più “smart”, cioè più agile e meno burocratizzata, ha fatto notare che se ci fosse stata la possibilità di far lavorare le intelligence con più rapidità, non sarebbe esistito il problema dell’Isil.

E a chi degli alleati ha chiesto un maggior impegno nelle spese militari (Obama ha parlato del 2% del Pil), Renzi ha risposto che “Va bene, ma allora va scorporato il differenziale dal patto di stabilità europeo. Quando l’ho chiesto” – ha ammesso il premier – “mi hanno guardato come fossi un simpatico provocatore”.