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E’ in corso da questa mattina un’offensiva su larga scala dell’esercito iracheno e dei peshmerga curdi per la riconquista della città strategica di Sinjar, situata nell’Iraq settentrionale, caduta nelle mani dello Stato Islamico un anno fa e trasformata in una base logistica per il controllo dei territori in Iraq e in parte della Siria.
L’attacco si è mosso su più direttrici ed è stato preceduto da bombardamenti mirati, ma compresnibilmente non sono stati resi noti i piani di attacco: “Non intendiamo svelare i piani relativi alla riconquista di Sinjar – ha affermato lo statunitense colonnello Steve Warren, portavoce della coalizione anti Isis -. Quello che posso dirvi è che Sinjar è uno snodo strategico e critico delle linee di rifornimento del nemico. La via principale di collegamento tra Mosul, in Iraq, e Raqqa, in territorio siriano, le roccaforti principali dello Stato islamico. Riprendendo Sinjar – ha aggiunto – taglieremo le linee di rifornimento dell’Isis, tappa fondamentale per la riconquista di Mosul”.
Prosegue anche l’accerchiamento di Ramadi, dove i combattenti iracheni e pesmerga sono pure coadiuvati dagli aerei della coalizione.
In entrambi i casi sono presenti “osservatori” e “consulenti militari” (meglio sarebbe chiamarli combattenti a tutti gli effetti) dei pasdaran iraniani e delle forze Usa.

