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Razzi sono stati lanciati in Iraq contro un campo che ospita un’organizzazione di dissidenti iraniani. Si tratta del Camp Liberty, un’ex base statunitense situata nei pressi di Baghdad, che oggi raccoglie 2.200 iraniani in condizioni precarie e soprattutto i “Mujahedin del popolo dell’Iran”.

Gà nel 2013 vi era stato un attacco simile: i mujaheddin hanno riferito di 80 razzi lanciati oggi contro il campo, che avrebbero provocato 23 morti.

In una nota il portavoce di Ban Ki-moon ha riportato che “Il segretario generale condanna gli attacchi di ieri a Camp Hurriya (altro nome del campo, ndr.), vicino all’aeroporto internazionale di Baghdad, che ha provocato la morte di almeno ventisei residenti e molti altri feriti” e che “Il segretario generale chiede al governo dell’Iraq di indagare prontamente sull’incidente e portare gli autori di fronte alla giustizia. Non può esserci impunità per attacchi del genere”.

Anche il segretario di Stato americano John Kerry ha espresso condanna ed ha esortato il governo di Baghdad ad assicurare maggiore protezione al campo; Ed Royce, presidente della commissione Affari Esteri della Camera di Washington, ha osservato che “Con il maggiore coinvolgimento iraniano in Iraq la situazione della sicurezza a Camp Liberty diventa sempre più rischiosa, per cui il governo iracheno si è impegnato a proteggere gli abitanti del campo. Gli Stati Uniti e la comunità internazionale devono ricordare a Baghdad questo impegno”.