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Il presidente del Consiglio Matteo Renzi si è recato oggi a Erbil, capoluogo della Regione autonoma del Kurdistan iracheno, e a Baghdad, dove ha incontrato l’omologo Haider al-Abadi per parlare di sicurezza e di lotta al terrorismo. I due hanno convenuto che è necessaria una strategia chiara per uscire dalla crisi in cui si trova l’Iraq e Renzi ha ribadito che “l’Europa deve essere nei posti come in Iraq dove la democrazia è messa in pericolo”.

Nello stesso momento il ministro della Difesa Roberta Pinotti è intervenuta alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato per procedere con il progetto di fornire di armi leggere i peshmerga curdi, baluardo di resistenza all’espansione dei qaedisti dell’Isil. Come è stato stabilito nella seduta del Consiglio dei ministri degli Esteri dell’Ue, le forniture di armi avverranno con l’accordo del governo centrale di Baghdad.

“In Iraq – ha spiegato Pinotti – è in corso una gravissima crisi umanitaria e una compromissione della sicurezza regionale” e l’Italia “non è sola nella difesa di popolazioni inermi perché già altri Paesi europei come Francia, Gran Bretagna e Germania si sono attivati”.

“Tali aiuti ai curdi – ha poi ripreso il ministro degli Esteri Federica Mogherini – sono indispensabili ma non risolutivi”, per cui si punta a sostenere l’Iraq con una forte azione diplomatica volta a generare stabilità per l’intera regione.

Mogherini ha quindi sottolineato che “In questi giorni abbiamo lavorato in contatto costante con attori della regione e con paesi che hanno una chiara e diretta influenza sull’Iraq” dal “ministro degli Esteri iraniano a quello turco, emiratino, giordano”.

Le ultime notizie provenienti dall’Iraq parlano del fallimento dell’offensiva dell’esercito contro i qaedisti che occupano Tikrit: i militari sono stati sottoposti ad un intenso fuoco di artiglieria non appena giunti nei pressi della città, che ha dato i natali a Saddam Hussein.