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L’Iraq intende chiedere maggiore sostegno agli Stati uniti nella lotta contro al Qaida, responsabile di una nuova ondata di attacchi che stanno mettendo a rischio la stabilità del Paese. Sono oltre 5.300 gli iracheni rimasti uccisi quest’anno, ricorda oggi il Washington Post: oltre 600 sono state le vittime di questo mese, dopo gli 880 morti registrati a settembre. Il premier iracheno Nouri al Maliki incontrerà il presidente americano il prossimo 1 novembre. “Abbiamo bisogno di rafforzare la nostra cooperazione, per essere più agili e affrontare la gravità della situazione”, ha detto al Wp l’Ambasciatore iracheno a Washington, Lukman Faily. “Nei nostri incontri evidenzieremo la necessità urgente dell’approvazione e di una pronta consegna di materiale militare”, ha aggiunto. L’escalation di violenze è dovuta in gran parte agli attacchi lanciati dall’organizzazione affiliata ad al-Qaeda Stato islamico dell’Iraq e del Levante (Isis), attiva anche in Siria. “Vogliono un califfato”, ha detto al Wp Jessica Lewis, direttore dell’Institute for the Study of War, che ha studiato la ripresa delle attività di al Qaida in Iraq.