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Il ministro francese della Difesa, Jean-Yves Le Drian, si è recato oggi ad Abu Dabi presso la base aerea francese da dove stanno decollando gli aerei da ricognizione sopra le postazioni dell’Isil, in Iraq.

Contestualmente a Parigi è in corso un vertice fra oltre 20 paesi dell’alleanza anti-Isil, con lo scopo di discutere su come procedere nelle operazioni di contrasto all’avanzata dei terroristi dello Stato Islamico.

La riunione è presieduta dal presidente francese Francois Hollande, il quale ha esordito dicendo che “la minaccia è globale, per cui la risposta deve essere globale”.

Il presidente iracheno, Fuad Masum, intervistato per Europe 1, ha informato che chiederà un intervento rapido della comunità internazionale per contrastare l’espansione dello Stato islamico: “Si tratta – ha detto – di un problema grande che non riguarda solo l’Iraq, poiché si estenderà ad altre parti del mondo. Molte persone arrivano dall’Europa. E a loro volta creeranno cellule dormienti”.

Il presidente iracheno ha inoltre ammonito che è necessario “agire rapidamente”, poiché l’Isil, che già controlla ampia parte dell’Iraq e della Siria, “potrà occupare altri territori”. Per questo Masum ha raccomandato l’appoggio aereo, necessario ancor più di un intervento via terra.

Già oggi paesi a rischio sono il Libano e lo Yemen, dove comunque potrebbero essere determinanti nel contrasto gli Hezbollah nel primo e la minoranza Houthi, sempre sciita, nel secondo.