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Un portavoce dei combattenti curdi di Kobane ha annunciato oggi che “La città è sotto il nostro totale controllo”: sotto assedio da quattro mesi da parte dei jihadisti dell’Isis, che erano arrivati quasi alla conquista definitiva, Kobane risulta essere così liberata, con decine di cadaveri di giovani miliziani dello Stato Islamico sul terreno, mentre il grosso delle forze è in fase di ripiegamento.

La conquista di Kobane era essenziale per garantire all’Isis il controllo di 400 km. di frontiera con la Turchia, da Aleppo all’Iraq, ma la determinazione dei curdo-siriani, dei peshmerga del Kurdistan irq. giunti dopo il permesso di transito consentito con fatica da Ankara (che all’Isis aveva fornito il supporto logistico e il transito dei combattenti occidentali e nordafricani) e il supporto della coalizione hanno permesso di difendere la città.

Sempre i curdi hanno reso noto che negli ultimi giorni l’Isis ha inviato a Kobane una brigata di 140 minorenni nel tentativo di reggere l’assedio, spazzata via. Sono 1.600 i morti in quattro mesi di assedio di Kobane.

I miliziani del Califfato sono dati in ritirata anche in Iraq, per la precisione nella provincia orientale di Diyala, dove sono stati fronteggiati anche da gruppi ben addestrati di militari iraniani supportati da raid aerei: il generale Jamil al-Shimary, capo della polizia del governatorato, ha annunciato che “Con l’aiuto di reparti delle forze speciali, delle milizie filo-governative e di altri reparti che collaborano con noi abbiamo ucciso oltre una trentina di nemici”, per cui la provincia, che confina con l’Iran, “è stata liberata”.