di Ehsan Soltani

Fa discutere non solo in Italia lo scivolone di Libero, il quotidiano diretto da Maurizio Belpietro che, dopo la strage di Parigi, ha intitolato a piena pagina “Bastardi islamici”.

La Repubblica Islamica dell’Iran, il cui presidente Hassan Rohani sarebbe dovuto essere in Italia proprio quel giorno, non ha espresso una posizione ufficiale, e pure la stampa, di cui alcune testate radicali hanno scritto che “l’occidente raccoglie quello che ha seminato”, non si è abbassata alla provocazione di Libero.

E’ sui social network, dove gli iraniani comuni (e non solo) dicono la loro, che sono girate le critiche più svariate: in un post è stato osservato che “in un giorno di serbi hanno ucciso 8mila musulmani, ma quale giornale del mondo islamico ha mai scritto Cristiani bastardi?”. In un commento si legge che “Libero è al di fuori dalla realtà, dal momento che gli occidentali hanno ciò che hanno cercato”; un blogger scrive che “l’onestà di Libero è lodevole, poichè “scrive quello che tutti i giornali pensano, ma non pubblicano”; “Libero mostra la vera faccia di coloro che predicano la democrazia, la libertà di opinione e di religione”, sottolinea un altro partecipante alla discussione; “questo giornale – commenta un altro – indica che sta cominciando una guerra terroristico-mondiale fra le religioni”; secca la risposta di un altro internet-nauta: “come dicono gli italiani, la mamma degli stupidi è sempre incinta”; pacato ma realistico l’intervento di chi scrive che “per loro Isis e Islam sono la stessa cosa: non dobbiamo giocare sul loro campo”; “siamo orgogliosi che il titolo di Vatan Emrooz (controverso giornale ultraconservatore) è oggi meno offensivo di Libero”, “Vatan Emrooz ha trovato un suo fratello, “Vatan Emrooz ha la sua filiale in Italia”, pubblicano tre commentatori.

Belpietro avrà certamente pensato ad un titolo ad effetto per vendere qualche copia in più, ma nell’era di internet ha attirato su di sè l’ilarità globalizzata e sulla reputazione di noi italiani la macchia del razzismo.

Per fortuna che tra i commenti c’è chi scrive che “Libero è un giornale conservatore e non è rappresentativo degli italiani, come pure Vatan Emrooz non è rappresentativo degli iraniani”.