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L’impegno e la perseveranza del Segretario di Stato Usa John Kerry a favore dei negoziati di pace fra gli israeliani e i palestinesi, sono nuovamente traditi da Tel Aviv, da dove è giunta oggi notizia dell’intenzione di costruire altre 1800 unità abitative per coloni in Cisgiordania e a Gerusalemme Est.
Già a dicembre, in concomitanza con la liberazione di 26 prigionieri palestinesi come da trattative in cirso, era stata annunciata la costruzione di 1400 unità abitative, scelte politiche che il premier Benjamin Netanyahu non può evitare, pena il ritiro dalla maggioranza dei partiti di destra.
L’Unione europea ha fermato il flusso di denaro e le sovvenzioni alle aziende ed alle organizzazioni israeliane che operano nei territori occupati ed in luglio Tzipi Livni, la responsabile nel governo israeliano per i negoziati di pace, aveva avvertito che “Si comincia con le colonie, ma il problema dell’Europa è con Israele, che è visto come un Paese colonialista”. “In assenza di progressi – aveva aggiunto – il boicottaggio non si fermerà alle colonie, ma interesserà il Paese intero”.

