Notizie Geopolitiche –

Non si fermano le violenze in Israele, dove si parla sempre più di nuova intifada: i militari hanno risposto sparando ad un gruppo di palestinesi che lanciava pietre nei pressi di una barriera di separazione, fatto che ha portato alla morte di un 15enne e di altri cinque giovani di età compresa fra i 19 e i 20 anni; una cinquantina i feriti. Un uomo, un palestinese, è invece rimasto ucciso a Hebron, in Cisgiordania, a seguito di una collutazione da lui provocata nel tentativo di sfilare la pistola d’ordinanza ad un agente, rimasto anch’egli ferito.

Non sono terminati neppure gli accoltellamenti: una donna palestinese ha tentato di ferire una guardia di sicurezza ad Afula, mentre un 15enne ebreo ultraortodosso è stato leggermente ferito a Gerusalemme da un palestinese di Hebron, che è stato prontamente bloccato prima di continuare nel suo gesto. A Gerusalemme un giovane ebreo è stato ferito da un fendente, ma l’assalitore è stato fermato ed arrestato. A Dimona un 17enne ebreo, definito dalle autorità come insano di mente, ha accoltellato quattro beduini.

A proposito di quest’ultimo caso il premier Benjamin Netanyahu ha condannato l’attacco e ha assicurato che “le autorità perseguiranno chiunque compia violenza e violi la legge, a prescindere da quale parte la compia”.

Soffia invece sul fuoco il leader del movimento islamico palestinese Hamas, Ismail Haniyeh, il quale ha comunicato che “Chiediamo il rafforzamento e l’aumento dell’intifada. È l’unica strada percorribile per giungere alla liberazione”, aggiungendo che “Gaza adempierà al suo compito nell’Intifada a Gerusalemme ed è pronta al confronto”.