di C. Alessandro Mauceri –

Da giorni ormai si attende il riconoscimento ufficiale della Palestina da parte dell’Onu. Con gli Usa e Israele fermi nelle proprie posizioni di rifiuto e con la stragrande maggioranza degli altri Stati, invece, a favore.

Intanto, altre due notizie provenienti dal Medio Oriente hanno meritato le prime pagine dei giornali.

L’Assemblea generale delle Nazioni Unite ha approvato, a larga maggioranza, una risoluzione che impone allo Stato di Israele di risarcire i danni provocati nel 2006 a causa del riversarsi in mare e sulle coste libanesi di greggio. Dopo molti anni, è stato dimostrato che la causa di tale versamento furono i bombardamenti durante i raid israeliani. Da qui la richiesta di risarcimento da parte del Libano. E la conseguente risoluzione delle Nazioni Unite che hanno riconosciuto circa 700milioni e 300mila Euro come risarcimento per i danni, diretti e indiretti, provocati dal bombardamento delle cisterne di petrolio stoccate nella centrale elettrica di Jiyyeh, colpite dagli israeliani.

I bombardamenti israeliani provocarono una grande fuoriuscita di petrolio (dalle 10mila alle 15mila tonnellate di greggio), ma anche di altre sostanze chimiche che contaminarono l’aria, i fiumi e il suolo. Secondo un rapporto redatto da Greenpeace i bombardamenti ebbero conseguenze sulla salute di oltre due milioni di persone, circa la metà della popolazione libanese. Come ormai prassi usuale la mozione dell’Onu è stata votata a larga maggioranza: a favore del risarcimento da parte di Israele si sono espressi 170 Paesi, solo tre sono stati gli astenuti, mentre Israele, Stati Uniti, Canada, Australia, Micronesia e Isole Marshall hanno espresso parere contrario. Resta ancora in discussione il risarcimento per gli altri danni causati durante i bombardamenti israeliani. Ad essere colpiti, infatti, non furono solo le coste libanesi ma anche numerosi altri impianti industriali e diverse cisterne di idrocarburi lungo la costa mediterranea.