di Giuseppe Gagliano –

Gli Stati Uniti hanno autorizzato la vendita a Israele di un pacchetto militare da 151,8 milioni di dollari che comprende 12.000 corpi bomba BLU110A/B da 1.000 libbre, utilizzando una procedura d’emergenza che consente di aggirare il normale esame del Congresso. La decisione, annunciata dal Dipartimento di Stato, è stata giustificata dal segretario di Stato Marco Rubio come misura necessaria per la sicurezza nazionale americana e per garantire la continuità del sostegno militare a Israele in una fase di crescente tensione regionale.

Il pacchetto include non solo le bombe ma anche il supporto tecnico e logistico necessario al loro impiego. La scelta di ricorrere alla clausola d’emergenza accelera i tempi di consegna e segnala la volontà di Washington di mantenere pienamente operative le capacità militari israeliane mentre il confronto con l’Iran e i suoi alleati sta alzando il livello dello scontro.

Le BLU110A/B sono ordigni da circa 1.000 libbre utilizzati nelle campagne aeree contro infrastrutture, depositi logistici, siti militari e altri obiettivi fissi. La quantità autorizzata, 12.000 unità, indica una fornitura pensata per sostenere operazioni prolungate e garantire continuità e volume alle missioni aeree, più che un semplice reintegro simbolico delle scorte.

Sul piano politico interno statunitense la decisione ha sollevato critiche perché la procedura d’emergenza prevista dalla Sezione 36(b) della legge sul controllo delle esportazioni di armi consente di evitare la revisione del Congresso. Alcuni parlamentari democratici, tra cui Gregory Meeks, hanno contestato la scelta sostenendo che riduce il controllo legislativo su decisioni militari rilevanti.

Dal punto di vista geopolitico la vendita conferma il ruolo centrale degli Stati Uniti nel sostenere la capacità militare israeliana non solo sul piano diplomatico ma anche su quello industriale e logistico. Parte delle forniture arriverà da scorte esistenti statunitensi e parte da nuova produzione, segnalando un coinvolgimento diretto nella sostenibilità materiale delle operazioni.

La decisione rappresenta quindi più di una semplice vendita di armamenti: indica la volontà di Washington di garantire a Israele la possibilità di mantenere con continuità la propria campagna aerea in un momento in cui il tempo e la capacità operativa sono considerati fattori decisivi.