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Il generale Moti Almoz, portavoce dell’esercito israeliano, ha reso noto che “La scorsa notte sono stati colpiti 160 obiettivi nella Striscia di Gaza, che portano a 430 il numero di quelli colpiti dall’inizio dell’operazione “Barriera di protezione””; ha poi specificato che sono stati
distrutti 120 siti di lancio di razzi, 10 posti di comando di Hamas, “numerosi tunnel”, due abitazioni di “leader militari di Hamas, e “uffici del ministero dell’Interno e del servizio di sicurezza nazionale di Hamas”.
Da Gaza, dove sono stati rivendicati i razzi lanciati su Gerusalemme, intercettati quasi tutti dalla contraerea e dall’aviazione, è stato riferito che vi sono stati 24 morti e 150 feriti. Dopo la morte di due bambini, Sami Abu Zuhri, portavoce del partito di Gaza, ha comunicato che “Il massacro di bambini a Khan Yunes è un orribile crimine di guerra e tutti gli israeliani sono diventati ormai dei bersagli legittimi per la resistenza”.
Agenti del controspionaggio israeliano, lo Shin Bet, sono riusciti ad uccidere a Gaza Abdullah Dyifala, ritenuto essere uno dei comandanti delle operazioni di lancio dei missili.

